A RICORDO DI LIVIO
Quando muore una persona di essa rimane un ricordo forte nella memoria di chi lo ha amato.
Il suo ricordo ha un gusto agro-dolce, ha tutto l'amaro di aver perso
chi si amava e di sapere che non lo si potrà più vedere, ma si ha la
sensazione di aver avuto un grande dono nell'averlo potuto conoscere ed
amare.
Queste sensazioni sono amplificate se chi lo ha
perso sono i genitori. E se l'unico figlio andato, a soli 36 anni, lo
ha fatto come Livio dopo una malattia, improvvisa e devastante, che lo
aveva distrutto nel corso di lunghi e difficili mesi di sofferenza.
Il padre Pietro Giacomo e la madre Ofelia hanno
deciso di dedicare al loro ragazzo una Fondazione per la ricerca
scientifica perché la scelta di vita del loro Livio è stata quella di
essere vicino ai sofferenti lavorando nella sala operatoria di
chirurgia protesica dell'Ospedale Santa Corona.
La speranza dei genitori è di far vivere il più a
lungo possibile la memoria del loro figlio Livio perché la Fondazione,
come tutte le "Creature" dell'uomo, ha una sua vita legata al tempo che
scorre, ai progetti e allo sviluppo, che porterà a termine, o metterà
in opera.
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