Lʼanestesia locoregionale negli ultimi anni è sempre stata più utilizzata come tecnica anestesiologica dagli anestesisti non solo italiani ma di tutta Europa grazie alla presenza di nuovi presidi e alla revisione delle tecniche rispetto al passato.

Lʼanestesia come tale è nata come anestesia locoregionale, il primo a descrivere lʼacceso chirurgico al plesso brachiale fu Halsted alla Columbia University nel 1887.

La via transcutanea fu descritta un quarto di secolo più tardi, nel 1911 da G.Hirschel.

A questo autore bisogna associare i nomi di Braun e Paulet che descrissero lʼinfiltrazione del plesso brachiale alla cieca. Kulenkampff dopo pochi mesi che Hirschel descrisse lʼaccesso al plesso brachiale per via ascellare, descrisse lʼaccesso per via sopraclavicolare.

Nel 1924 lʼarrivo di Gaston Labat alla Mayo Clinic porta un notevole sviluppo allʼanestesia locoregionale negli Stati Uniti e pubblica unʼopera che descrive le varie tecniche dei blocchi e fonda lʼAmerican Society of Regional Anesthesia.

Il grande diffondersi dellʼanestesia generale blocca la ricerca di nuove tecniche fino alla seconda guerra mondiale che vede diffondersi di nuovo le tecniche di anestesia locoregionale.

Lʼavvento di nuovi anestetici locali con tossicità minore e durata maggiore vedono il diffondersi sempre maggiore dei blocchi per lʼarto sia superiore che inferiore.

Nel 1970 Winnie descrive lʼaccesso interscalenico al plesso brachiale. Negli ultimi anni con lʼelettrostimolazione abbiamo avuto un notevole incremento del numero di anestesisti che usano lʼanestesia locoregionale e quindi dei blocchi periferici.

In particolare i blocchi continui periferici negli ultimi anni si sono dimostrati efficaci per il controllo del dolore postoperatorio soprattutto in chirurgia ortopedica, nelle artroprotesi totali di anca e di ginocchio, nelle protesi di spalla e in tutti i casi di chirurgia ortopedica dellʼarto superiore e inferiore .

Inoltre anche nella chirurgia dellʼarto inferiore per patologie vascolari ( varici, ulcere ) i blocchi continui possono essere impiegati sia per lʼanestesia che per lʼanalgesia postoperatoria. I rischi legati ai cateteri perinervosi sono bassi come dimostra la letteratura, vedi lo studio di Capdevilla su 1416 blocchi continui .

Lʼinfusione di levobupivacaina è quella indicata dalla letteratura e al disotto dei dosaggi massimi e anche per quanto riguarda la durata dʼinfusione siamo perfettamente nella normalità .

Quali sono i vantaggi rispetto allʼanestesia generale ? I blocchi periferici sono utilizzabili anche ambulatoriamente, in pazienti a stomaco pieno, non danno effetti collaterali come nausea e vomito, non ci sono di complicanze polmonari postoperatorie, offrono un eccellente controllo del dolore postoperatorio, possono essere impiegati anche in pazienti che fanno uso di antiaggreganti o eparine a basso peso molecolare o i nuovi antitrombotici per via orale e determinano un blocco simpatico con vasodilatazione.

Proprio questa azione sulla circolazione dellʼarto riteniamo sia importante per lʼattecchimento del lembo cutaneo nei trapianti per le ulcere vascolari dellʼarto inferiore.

Le ulcere cutanee sono una perdita di sostanza, di forma e grandezza variabile che interessano lʼepidermide, il derma e spesso lʼipoderma. Lʼulcera per definizione ha un andamento cronico con scarsa tendenza alla guarigione spontanea, per 80% rimane aperta a un anno, per il 20% a due anni e 8% per tre anni.

In Italia interessano da uno a tre milioni di persone cioè dallo 0,4% al 4% della popolazione con un incremento costante perché hanno una incidenza crescente nella popolazione anziana. Sono al 14% posto fra le 50 motivazioni addotte per assenza temporanea al posto di lavoro e hanno un costo sociale annuo per lʼItalia di 130 milioni di euro.

Nonostante abbiano quadri clinici eterogenei i meccanismi fisiopatologici che portano alla cronicità sono molto simili fra di loro.

Le alterazioni vascolari di base, anche se di diversa genesi, determinano disturbi della nutrizione del tessuto cutaneo con ipossia progressiva, ischemia con conseguente morte cellulare e formazione di necrosi.

Indispensabile quindi il ripristino e la normalizzazione dellʼirrorazione sanguigna e della microcircolazione cutanea rimuovendo la causa che deve essere diagnosticata con esattezza.

Quindi lo scopo dello studio è quello di verificare lʼazione dei blocchi nervosi continui del nervo sciatico e femorale, con levobupivacaina, sulla microcircolazione cutanea dellʼarto inferiore e quindi sulla causa principale e comune delle ulcere croniche.

In letteraratura molti lavori hanno evidenziato lʼinfluenza dei blocchi periferici sulla circolazione cutanea attraverso lʼazione inibitoria sul sistema simpatico. Sappiamo anche che cʼè una diretta alterazione sulla microcircolazione cutanea che porta un miglioramento della perfusione cutanea e quindi agisce sulla causa principale delle ulcere vascolari .

 

dott. Enrico Barbara

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