Buongiorno,

sono un ragazzo di 24 anni e vi contatto per avere delle informazioni su un dolore che è comparso al mio ginocchio da una decina di giorni.

Sono andato a correre un giorno e mi sono procurato una infiammazione molto localizzata sul lato esterno del ginocchio sinistro.

Guardando su internet mi è sembrato di capire che si potesse trattare di una gonartrosi mediale, sia dalla sintomatologia che per il fatto che ho un disallineamento assiale che potrebbe costituirne la causa.

Siccome è un problema ricorrente in primavera quando la muscolatura è più debole e, al contrario, d'estate scompare con l'esercizio fisico che pratico abbondantemente, mi chiedevo cosa fosse la cosa migliore per me.

Un mio parente chirurgo mi ha detto che le osteotomie possono essere anche rischiose e fintanto che "tiravo avanti" mi conveniva starmene buono senza far niente.

Però a me dispiace molto avere un problema del genere a 24 anni.

Le domande sono:

  • Sul breve termine come posso togliermi in modo palliativo questo dolore che ho attualmente?
  • Devo smettere ogni esercizio fisico?
  • E sul lungo termine che esercizi muscolari posso fare per rafforzare un pò sto ginocchio per poter continuare ad andare in montagna?
  • Devo smettere?
  • In ultimo: devo valutare l'ipotesi di un'intervento chirurgico già alla mia età?

Vi ringrazio per la cortesia, cordiali saluti Roberto, Cuneo

 

 

Risponde il dottor Stefano Tornago

Bisogna valutare il caso con delle radiografie degli arti inferiori in carico su lastra lunga che comprenda dalle teste femorali ai malleoli.

Se vi è una importante deviazione assiale può esserci l'indicazione all'intervento chirurgico di osteotomia.

Un ginocchio che lavora in maniera non corretta provoca un'usura delle cartilagini non regolare ed abnorme.

Esaurita la sua capacità di recupero la cartilagine non è più in grado di ricrescere.

Il rischio è quindi di avere un'artrosi precoce con tutte le conseguenze del caso.

Il trattamento deve quindi essere precoce per poter preservare l'integrità dell'articolazione.

Per valutare il danno condrale è necessario eseguire una risonanza magnetica.


Cordialmente Dott. Stefano Tornago

 

 

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