Aspetti storici, modelli a confronto e revisione della letteratura.

A.E. Salvi*, G. Grappiolo**, G. Moraca**, L. Spotorno**

*Azienda Ospedaliera “Mellino Mellini”, Presidio Ospedaliero di Iseo (Brescia), Divisione di Ortopedia e di Traumatologia
**Azienda Ospedaliera Ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure (Savona), Divisione di Chirurgia Protesica  del Reumatismo Articolare, Fondazione “Scienza e Vita”
Cappelli editore, Bologna 2005 Chir. Organi Mov., XC, 323-337, 2005

Sommario

L’articolo descrive le caratteristiche dei più diffusi cotili protesici da primo impianto alla luce della loro evoluzione costruttiva per quanto riguarda le caratteristiche intrinseche, i materiali utilizzati, il comportamento biologico, ed il design. Le versioni esaminate sono le seguenti: avvitabili a tronco di cono, cotili polietilenici cementati, cotili metal-back cementati, cotili a press-fit rivestiti in idrossiapatite, il cotile ad espansione, cotili per anca displasica e cotili antilussanti. I cotili avvitabili a tronco di cono acquisiscono presa nell’osso acetabolare attraverso torsione e compressione e la rilettatura fornisce maggior stabilità rispetto ad equivalenti modelli provvisti di alette o viti. I cotili polietilenici cementati sono caratterizzati da bassi costi e da buoni risultati, a condizione di rispettare alcuni parametri (presenza di un letto osseo asciutto, pressurizzazione dei cemento, applicazione in pazienti anziani e a scarsa attività fisica). I cotili metal-back cementati possiedono caratteristiche simili ai polietilenici, da quali si discostano per la possibilità di poter sostituire la componente polietilenica interna senza necessità di revisionare l’intero cotile. I cotili a press-fit rivestiti in idrossiapatite hanno ovviato alle problematiche delle versioni cementate, quali l’allentamento e la generazione di particolato polietilenico, ottenendo nel contempo un’ottima osteointegrazione. Il cotile ad espansione si autostabilizza grazie ad un “effetto memoria” dovuto al meccanismo di contrazione-rilasciamento con cui viene alloggiato, adattandosi ai micro-movimenti dell’acetabolo osseo. I cotili per anca displasica sono versioni particolari a diametro ridotto provvisti di appositi ganci a funzione stabilizzatrice, in grado di sistemarsi nel contesto osseo patologico con minima fresatura dello stesso. I cotili antilussanti sono speciali modelli provvisti di inserti bipolari oppure di un anello (di plastica o di metallo) che blocca la testina nell’acetabolo protesico, impedendo la sua lus-sazione.

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