Quarantenne, maschio, super sportivo. È l’identikit del giovane con artrosi dell’anca emerso da un convegno dell’Istituto Humanitas di Rozzano (Mi).
L’usura dell’articolazione del femore non colpisce solo gli over 70 e le terapie più usate su questi ultimi (in particolare la protesi, che può limitare la mobilità) non sono sempre la scelta più opportuna per chi è nel fiore degli anni.

Nei pazienti giovani - e il disturbo non risparmia le donne - «vanno considerati trattamenti di chirurgia conservativa, come l’artroscopia mininvasiva, che si esegue attraverso tre piccoLa chirurgia dell'anca (nella forma meno invasiva) spesso si impone per i quarantenni che giocano a tennis o a rugby. Lo sottolinea un convegno a Milanole incisioni, corregge il difetto senza recidere muscoli e tendini, consente un recupero rapido e persino la ripresa dell’attività agonistica, dopo tre-sei mesi» dice Guido Grappiolo, responsabile dell’Unità di chirurgia dell’anca dell’Humanitas. Per poterla attuare, è essenziale che la diagnosi sia rapida e precisa, obiettivo oggi raggiungibile grazie all’artro-risonanza ad alta definizione, che visualizza l’anomalia nei dettagli.

Ma molto si può fare anche per prevenire l’artrosi. «La prima regola è evitare il sovrappeso, per non caricare le articolazioni» spiega Grappiolo. «Va poi incoraggiata l’attività fisica, senza eccessi, perché mantiene l’elasticità dei tessuti. Dopo i 40 anni, andrebbero limitati calcio, calcetto, rugby, tennis e corsa. Via libera, invece, a nuoto, bicicletta, camminate, yoga e pilates».

Anche la dieta può aiutare: le vitamine A, C, K, B12 e i grassi omega 3 del pesce preservano i tessuti. Mentre la triade alcol, caffè e sale riduce l’assorbimento del calcio e indebolisce lo scheletro.

Fonte Io Donna - Margherita Fronte

pdfL'artrosi del giovane sportivo366.91 KB

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