Spondilodisciti


Colonna 3D
È un processo infettivo che colpisce le vertebre ed i dischi intervertebrali. E’ sinonimo di osteomielite vertebrale.

L’infezione può estendersi a tessuti vicini sia infiltrando le strutture poste anteriormente alla colonna (tipicamente il muscolo psoas), sia posteriormente comprimendo il midollo o le radici dei nervi spinali.

Il processo infettivo inoltre, erodendo i corpi vertebrali, può causarne il crollo con conseguente rischio di danni neurologici.
3D: spondilodiscite lombare tubercolare  
   
Colonna
 

La malattia, che ha colpito l’uomo sin dall’ antichità, è stata descritta per la prima volta dal medico inglese Percival Pott, da il nome di "morbo di Pott".

Causata un tempo quasi invariabilmente dal bacillo della tubercolosi, attualmente riconosce in molti casi, almeno la metà in Italia, eziologie differenti.

In particolare viene spesso causata da stafilococchi e streptococchi ma non di rado sono in causa anche germi gram negativi.

   
Pott
   
La diagnosi, sia per l’insidiosità dei sintomi che per la relativa rarità della patologia, può non essere semplice ed è comune un ritardo di diagnosi anche cospicuo.
 
In generale dopo che sia stato posto il dubbio diagnostico appare raccomandabile che il paziente venga riferito a centri ove vi sia una sufficiente esperienza nella gestione della patologia e la possibilità di un approccio multidisciplinare che consenta una corretta e rapida diagnosi e un'ottimale impostazione terapeutica.
Spondilo cervicale 
  Risonanza magnetica di spondilodiscite cervicale
   
 

Il trattamento è sempre costituito da antibiotici che vanno assunti per lunghi periodi di tempo e, in casi selezionati, associati ad una terapia chirurgica.

 

Il ruolo della chirurgia è riservato ai casi, talora anche con caratteri di urgenza, in cui sono presenti segni neurologici legati alla compressione o alla infiltrazione delle strutture nervose e consiste nella decompressione delle strutture nervose stesse e nella stabilizzazione della colonna.

Stabilizzazione
  Spondilodiscite vertebrale dopo intervento di stabilizzazione
   
 

Vista la necessità di affrontare questa patologia, che per antica tradizione affluiva da sempre abbondante al nostro Ospedale, in maniera moderna e multidisciplinare, si è costituito nel 1997, presso il nostro Centro il Gruppo di Studio sulle Spondilodisciti
(denominato GISS Santa Corona).

Sotto questa sigla si sono raccolti un vasto numero di specialisti particolarmente esperti nella patologia il cui scopo è stato quello di stabilire delle linee guida comuni che orientassero ed armonizzassero il lavoro diagnostico e le strategie terapeutiche.

G.I.S.S. “Santa Corona”

Gruppo Intersdisciplinare di Studio sulle Spondilodisciti
Malattie infettive:
V. Bartolacci, G. Carrega,
D. Mecca, G. Riccio
Medicina Interna:
A. Artom; D. Mela
Malattie Infiammatorie
Osteoarticolari:

S. Arena, U. Di Blasi,
C. Sandrone A. Anzalone
Unità Spinale Unipolare:
A. Massone; A. Pilati
Chirurgia Vertebrale:
G. Tabasso, D. Gavino,
R. Baschiera, R. Cinanni
Radiologia:
G. Serafini, N.G.Gandolfo, O. Serrato, D. Venerucci,
N. M.Gandolfo
Neurochirurgia:
M. Boccardo, V. Valsania
Neuroradiologia:
T. Bolelli, R. Padolecchia,
R. Schizzi, G. Rovere
Microbiologia:
L. Santoriello
Anatomia Patologica:
S. Li Causi, A. Provaggi,
A. Vitali
Medicina Nucleare:
L. Di Ciolo
 
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GAP II è un sistema per l’archiviazione di dati clinici e chirurgici di pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia protesica di anca, ginocchio e spalla.