ll 15% dei pazienti diabetici sviluppano, nel corso della vita, una ulcerazione alle estremità degli arti inferiori. Questa condizione, nota come piede diabetico, riconosce varie condizioni predisponenti.
 
fig1.jpg

La formazione dell’ulcera avviene abitualmente perché il paziente diabetico è affetto da una neuropatia sensitiva che riduce la sensibilità agli stimoli dolorosi a livello delle estremità. A causa di ciò possono formarsi ulcere, favorite in circa ½ dei casi da una concomiante insufficienza vascolare arteriosa, che, proprio a causa della scarsa sensibilità al dolore, vengono spesso avvertite solo quando sono molto vaste e profonde. 

Classificazione di WAGNER (Wagner F.W. Foot Ankle 1981)

Classe 0 = Non ulcerazioni, presenza di eventuali deformità, edema, cellulite etc.

Classe 1 = Ulcera superficiale

Classe 2 = Ulcera profonda fino al tendine, alla capsula articolare all'osso, senza infezione

Classe 3 = Ulcera profonda con ascesso, osteomielite, artrite settica

Classe 4 = Gangrena localizzata alle dita o al tallone

Classe 5 = Gangrena di tutto il piede o di una porzione significativa

Le ulcere possono essere molto superficiali o, specie se trascurate, coinvolgere i tessuti profondi con grave compromissione di questi specie in presenza di infezione. La comparsa di infezione è infatti un evento che aggrava molto l’ulcera e che, se la diagnosi non è tempestiva e la terapia appropriata, conduce facilmente ad amputazioni parziali o totali. La successiva immagine illustra come la formazione dell’ulcera sia legata alle due condizioni principali, la presenza di neuropatia periferica e l’insufficienza arteriosa. E’ tuttavia la comparsa di infezione che conduce agli esiti più drammatici.   
fig2.jpg

Il trattamento di questa patologia è pertanto assai impegnativo e rischiede un approcci multidisciplinare. Esso vede infatti coinvolti, ortopedici, infettivologi, diabetologi, chirurghi vascolari, radiologi interventisti, chirurghi plastici, microbiologi, radiologie e medici nucleari. Solo così infatti si può ottimizzare la terapia garantendo a ciascun paziente il miglior risultato possibile.

E’ovvio che la massima attenzione, ancor prima che alla cura, deve essere posta alla prevenzione e al trattamento precoce di lesioni iniziali.

Un corretto controllo dei valori glicemici, pressori, della colesterolemia, controlli diabetologici e podologici, l’utilizzo di calzature adeguate, l’astensione dal fumo, sono tutti fattori che riducono considerevolmente il rischio di formazione di ulcere diabetiche. Una attenzione massima all’igene personale, frequenti controlli presso il centro diabetologico ed una auto ispezione frequente ed accurata delle estremità, possono contribuire a diagnosticare per tempo una lesione iniziale, mettendo così al riparo dal sopraggiungere di infezioni e arrestando la lesione alle classi di classificazione meno severe.

Nei casi di lesioni più avanzate, specie con infezione interessante l’osso ed i tessuti profondi, una terapia tempestiva ed aggressiva, medica e chirurgica, può garantire una soddisfacente risoluzione del problema. In questo caso competenza, multidisciplinarietà e tempestività appaiono essenziali per garantire il miglior risultato.  

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Con una tua donazione,
puoi sostenere il nostro
impegno per la ricerca.

archivio

GAP II

GAP II è un sistema per l’archiviazione di dati clinici e chirurgici di pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia protesica di anca, ginocchio e spalla.